Roberta Zoni1, Emanuela Capobianco2, Isabella Viani3, Maria Eugenia Colucci4, Sandra Mezzetta5, Paola Affanni6, Licia Veronesi7, Davide Di Fonzo8, Roberto Albertini9, Cesira Pasquarella10. 1. Department of Medicine University of Parma. roberta.zoni@unipr.it. 2. Department of Medicine University of Parma. emanuela.capobianco@unipr.it. 3. Department of Medicine University of Parma. isabella.viani@unipr.it. 4. Department of Medicine University of Parma. mariaeugenia.colucci@unipr.it. 5. Department of Medicine University of Parma. sandra.mezzetta@unipr.it. 6. Department of Medicine University of Parma. paola.affanni@unipr.it. 7. Department of Medicine University of Parma. licia.veronesi@unipr.it. 8. Department of Medicine University of Parma. difonzo.davide@gmail.com. 9. Department of Medicine University of Parma. roberto.albertini@unipr.it. 10. Department of Medicine University of Parma. ira.pasquarella@unipr.it.
Abstract
BACKGROUND: It is recognized that airborne fungi can cause illnesses in humans but data on environmental exposure are still poor. The aim of this study was to evaluate the fungal airborne contamination in a university building. METHODS: The study was performed in February and May 2018; air samples were collected, before activity (on Monday) and during activity, (on Friday), both through active (CFU/m3) and passive (Index of microbial air contamination, IMA) method. Fungi were identified by using the scotch test. RESULTS: In February the median fungal contamination value decreased from 14 CFU/m3 before activity to 7 CFU/m3 during activity, while IMA median remains 0. Instead in May both increased during activity (from 87 to 140 CFU/m3; from 5.5 to 7.5 IMA). Overall values increased in May compared to February. Aspergillus spp., Penicillium spp., Cladosporium spp. Absidia spp. were the genera most frequently isolated in both months, while in May Chaetomium spp. e Ulocladium spp. were recovered too. CONCLUSIONS: Seasonal trend in the levels of fungal contamination of the air was observed, with a statistically significant increase in May. This study represents the first step of a wider study aimed at enhancing knowledge about air fungal contamination.
BACKGROUND: It is recognized that airborne fungi can cause illnesses in humans but data on environmental exposure are still poor. The aim of this study was to evaluate the fungal airborne contamination in a university building. METHODS: The study was performed in February and May 2018; air samples were collected, before activity (on Monday) and during activity, (on Friday), both through active (CFU/m3) and passive (Index of microbial air contamination, IMA) method. Fungi were identified by using the scotch test. RESULTS: In February the median fungal contamination value decreased from 14 CFU/m3 before activity to 7 CFU/m3 during activity, while IMA median remains 0. Instead in May both increased during activity (from 87 to 140 CFU/m3; from 5.5 to 7.5 IMA). Overall values increased in May compared to February. Aspergillus spp., Penicillium spp., Cladosporium spp. Absidia spp. were the genera most frequently isolated in both months, while in May Chaetomium spp. e Ulocladium spp. were recovered too. CONCLUSIONS: Seasonal trend in the levels of fungal contamination of the air was observed, with a statistically significant increase in May. This study represents the first step of a wider study aimed at enhancing knowledge about air fungal contamination.
L’esposizione ad aria contaminata da specie fungine in ambienti di vita e di lavoro rappresenta un rischio per patologie infettive, allergiche e tossiche (1,2).Tuttavia, manca una quantificazione dell’impatto sulla salute ad essa associato, anche per una carenza di studi relativi alla contaminazione fungina valutata con un approccio standardizzato. In questo studio è stato valutato il livello di contaminazione fungina in un ambiente di lavoro universitario.
Metodi
Lo studio è stato condotto in un plesso del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma. I campionamenti dell’aria sono stati effettuati con metodo attivo e con metodo passivo, nei mesi di febbraio e maggio 2018, sui 3 diversi piani della struttura che ospita uffici, aule didattiche e laboratori. Per ogni piano sono stati individuati 5 siti di campionamento (Tabella 1).Contaminazione fungina (UFC/m3) e IMA prima e durante l’attività* Unità formanti colonia/m3; ** Indice Microbico Aria; *** Deviazione standardIl campionamento dell’aria è stato effettuato a inizio settimana (lunedì), prima della ripresa dell’attività lavorativa, e a fine settimana (venerdì), durante il suo svolgimento, mediante metodo attivo per la valutazione della concentrazione fungina (unità formanti colonia per m³, UFC/m³) e metodo passivo per la misura del tasso di sedimentazione (Indice Microbico Aria, IMA) (3-5).Per il campionamento attivo sono stati aspirati, 500 litri di aria con il campionatore DUOSAS 360 utilizzando piastre RODAC di 55mm; per la determinazione dell’IMA, piastre Petri di 9 cm di diametro sono state posizionate nei punti prescelti e lasciate aperte per un’ora. È stato utilizzato il terreno colturale Sabourad Dextrose Agar e le piastre sono state incubate a 24°C per 5 giorni. L’identificazione dei miceti è stata effettuata al microscopio ottico dopo scotch test e successiva colorazione con blu di lattofenolo delle colonie isolate.I dati sono stati analizzati utilizzando SPSS 25.0 (IBM SPSS Inc., Chicago-IL). Analisi della varianza e test della mediana sono stati utilizzati per il confronto dei risultati. Un valore p ≤0,05 è stato considerato statisticamente significativo.
Risultati
Nella Tabella 1 sono riportati in dettaglio i valori di contaminazione fungina ottenuti, suddivisi per piano, momento e sito di campionamento.Considerando i dati nel loro complesso, in febbraio, prima dell’attività, sono state rilevate da 4 a 18 UFC/m³ (mediana 14) e da 0 a 5 IMA (mediana 0). Durante l’attività il range di valori è risultato 0-16 UFC/m³ con una riduzione del valore della mediana a 7 UFC/m³ e di 0-44 IMA con mediana pari a 0.Nel mese di maggio, prima dell’attività, le UFC/m3 erano comprese tra 40 e 176 (mediana 87) e tra 0 e 34 IMA (mediana 5,5). Durante l’attività i valori hanno oscillato tra 60 e 786 UFC/m³ (mediana 140) e tra 2 e 31 IMA (mediana 7,5).Valutando l’andamento dei risultatiottenuti nei due mesi, sia in generale che nei singoli piani (Tabella 1), si osserva un aumento dei valori nel mese di maggio rispetto a febbraio, con differenze che sono risultate statisticamente significative sia per UFC/m³ che per IMA.Relativamente al mese di febbraio, prima dell’attività, i valori medi più elevati sono stati osservati al piano terra mentre, durante l’attività, al primo piano. Nel mese di maggio, prima dell’attività, i valori più elevati sono stati registrati al secondo piano che, invece, durante l’attività è risultato quello con valori inferiori.In entrambi i mesi di campionamento sono stati isolati con maggiore frequenza Aspergillus spp., Penicillium spp., Cladosporium spp., Absidia spp., mentre nel solo mese di maggio anche Chaetomium spp. e Ulocladium spp.
Conclusioni
Dallo studio emerge un andamento stagionale dei livelli di contaminazione fungina dell’aria con un aumento statisticamente significativo in maggio, mese in cui è stata isolata anche una maggiore varietà di generi fungini rispetto a febbraio. Tali risultati sono in linea con altri studi (6-8).Confrontando i valori ottenuti in assenza e in presenza di attività, al contrario di quanto atteso, in febbraio complessivamente sono risultati più elevati i valori in assenza di attività, mentre nel mese di maggio quelli ottenuti durante l’attività lavorativa, con la sola eccezione del secondo piano. In alcuni casi, in singoli ambienti, sono stati rilevati valori di picco che, unitamente alla precedente osservazione, meritano un ulteriore approfondimento.Facendo riferimento ai valori proposti dall’European Collaborative Action nel 1993 (9) e riportati successivamente dall’INAIL (10), lo studio ha evidenziato un livello di inquinamento “basso” (limite <100 UFC/ m³) nel mese di febbraio e “intermedio” (<500 UFC/ m³) in maggio, pur con alcuni sforamenti. È evidente che i limiti proposti per la concentrazione fungina circa trent’anni fa debbano essere riconsiderati, così come debbano essere definiti valori limite relativamente al tasso di sedimentazione per la sola componente microbica fungina, attualmente mancanti.Il lavoro costituisce la prima fase di un più ampio studio mirato ad approfondire la conoscenza sulla contaminazione fungina dell’aria in ambienti lavorativi confinati, e intende contribuire anche alla definizione di valori di riferimento per la prevenzione del rischio in ambienti confinati derivante da spore fungine aerotrasportate.
Tabella 1.
Contaminazione fungina (UFC/m3) e IMA prima e durante l’attività
Authors: Mara Di Giulio; Rossella Grande; Emanuela Di Campli; Soraya Di Bartolomeo; Luigina Cellini Journal: Environ Monit Assess Date: 2009-11-26 Impact factor: 2.513