Literature DB >> 29943752

{Perception of alcohol problem among workers of the transportation, healthcare and building sectors in the Lazio Region].

Pasquale Valente1, Daniele Mipatrini2, Alice Mannocci3, Luca Enrico Ruscitti4, Sabina Sernia5, Mauro Ceccanti6, Giuseppe La Torre7.   

Abstract

AIM: To perform an analysis of the perception of alcohol use among workers of the transportation, healthcare and building sectors.
METHODS: A survey was carried out on alcohol consumption and knowledge of deriving health effects. Socio-demographic characteristics of the workers were collected. Risk indexes for habitual alcohol and binge consumption were calculated.
RESULTS: The number of workers entering the survey is 3,914 (57% males; 58% married). Two-thirds of the sample reported good knowledge of alcohol-related risks that could occur at the workplace, and 55% of alcohol-related health risks. Binge drinking is inversely associated with female gender, good perceived health and good knowledge of alcohol-related risks at the workplace and of alcohol-related health risks. People who are single, young and working in the building sector show higher odds for binge drinking. The habitual use is positively associated with marital status (OR=1.51 for single) and working sector (in the building sector OR=3.28; in the healthcare OR=1.90); and inversely associated with good health (OR=0.70), good knowledge of alcohol-related risks at the workplace (OR=0.54) and of alcohol-related health risks (OR=0.41).
CONCLUSIONS: Socio-demographic factors, such as age, gender and marital status are associated with different patterns of alcohol consumption, that in turn are inversely associated with good knowledge of alcohol-related risks at the workplace and of alcohol-related health risks. These results suggest the need to increase knowledge of alcohol-related issues among the workers, both at the workplace and in everyday life.

Entities:  

Mesh:

Year:  2018        PMID: 29943752      PMCID: PMC7689797          DOI: 10.23749/mdl.v109i3.6902

Source DB:  PubMed          Journal:  Med Lav        ISSN: 0025-7818            Impact factor:   1.275


Introduzione

L’alcol è una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena, che costituisce uno dei principali fattori di rischio per la salute e, in particolari situazioni lavorative, può costituire un rischio per la sicurezza propria e spesso anche per quella degli altri (13). Le strategie di prevenzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sull’alcol (23) raccomandano di promuovere politiche sull’alcol per i luoghi di lavoro basati sull’educazione, la prevenzione, l’identificazione precoce e il trattamento da integrarsi nei programmi di sorveglianza sanitaria. In un’indagine condotta da Miscetti et al (16), il 5,6% dei lavoratori del settore edile è risultato positivo al breath test, con valori per la maggior parte contenuti in 0,2 g/l, mentre in un altro studio condotto da Marcolina et al (15) il 2,7% dei lavoratori presentava tracce di alcol nell’aria espirata. Il consumo di alcol è un importante problema di sanità pubblica, essendo responsabile in Europa del 3,8% della mortalità e del 4,6% degli anni di vita persi a causa di disabilità attribuibile all’alcol. In effetti, i danni che ne possono derivare determinano effetti negativi non soltanto su chi fa uso di alcol, ma anche sulle famiglie e sul contesto sociale allargato, in virtù dei comportamenti violenti, abusi, abbandoni, perdite di opportunità sociali, incapacità di costruire legami affettivi e relazioni stabili, invalidità, incidenti sul lavoro e stradali, associati al consumo e all’abuso (21). Secondo gli ultimi dati PASSI (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), il 16,5% degli adulti in Italia dichiara un consumo di alcol a rischio per la salute, e tale percentuale risulta maggiore nei lavoratori (18,0%) rispetto ai non lavoratori (14,2%) (22). Data la rilevanza sociale ed economica del problema, negli ultimi anni si sono susseguite, in Italia, normative che limitano la possibilità di consumare alcolici prima di mettersi alla guida o la vietano del tutto per determinate categorie di lavoratori ritenute particolarmente a rischio per se stesse o per gli altri. La Legge n. 125 del 30 marzo 2001 (7), all’art. 15, disciplina la normativa per la sicurezza sul lavoro relativamente all’uso dell’alcol. La Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, con il Provvedimento 16 marzo 2006, ha individuato le attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche (5). I Servizi Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPreSAL) della Regione Lazio, attraverso interventi di informazione, educazione e formazione mirati ai lavoratori ed alle figure della prevenzione delle aziende, nell’ambito del progetto 13_2.9.3 del Piano Regionale della Prevenzione (PRP) 2010-12 “Promozione del rispetto del divieto di assunzione di bevande alcoliche sul lavoro”, hanno iniziato a svolgere un ruolo significativo per l’incremento della consapevolezza del rischio, la promozione del rispetto del divieto di assunzione di alcolici e l’adozione di procedure di controllo corrette ed adeguate, con la attiva partecipazione dei medici competenti delle Aziende coinvolte. L’obiettivo del presente lavoro è stato quello di realizzare un’analisi della percezione del problema alcol fra i lavoratori in aziende dei settori trasporti, sanità ed edilizia, che sono fra quei settori che comportano un elevato rischio di infortunio sul lavoro o per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi, così come individuato dall’Allegato I dell’Intesa Conferenza Stato Regioni, 16 marzo 2006 (Attività lavorative ad elevato rischio infortuni, rispettivamente ai punti 8, 4 e 10) (4).

Metodi

I lavoratori coinvolti nello studio hanno partecipato ad una survey sulle proprie abitudini sull’alcol e conoscenze sui rischi e caratteristiche socio demografiche. La partecipazione delle Aziende e dei lavoratori è stata volontaria. Le attività previste dal progetto 13_2.9.3 del PRP 2010-12, realizzate da un apposito gruppo di lavoro regionale di referenti di promozione della salute nei luoghi di lavoro comprendevano: elaborazione e/o acquisizione di materiale operativo (materiale didattico, opuscoli informativi, linee di buona pratica, apparecchiature analitiche); censimento di aziende a rischio e raccolta di adesioni; somministrazione di questionario a lavoratori e figure della prevenzione; eventi formativi specifici per datori di lavoro (DdL), dirigenti, preposti, Medici Competenti (MC), Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS); eventi informativi specifici per lavoratori con collaborazione delle figure aziendali (DdL, MC, RSPP, RLS); ricognizioni dei centri alcologici sul territorio; pubblicizzazione dell’offerta di servizi sul territorio tramite opuscoli distribuiti nei corsi di formazione e messi a disposizione del medico competente. In totale, hanno aderito al Progetto 72 aziende dei settori interessati (trasporti, sanità ed edilizia): 27 del settore trasporti, 14 del settore sanità e 31 del settore edilizia. Nel corso degli incontri formativi all’interno delle aziende, sono stati somministrati i questionari mirati per i lavoratori e per le singole figure aziendali della prevenzione (MC, RSPP, RLS, DdL, dirigenti e preposti). I lavoratori presenti agli incontri sono stati 4570, i questionari distribuiti sono stati 4293 (94%), mentre i questionari compilati sono stati 3914 (85,6%). La consegna dei questionari è avvenuta tramite medici del lavoro e tecnici della prevenzione dell’ASL Roma5. I questionari autocompilati dai lavoratori in forma anonima sono stati quindi inseriti dagli stessi all’interno di apposite urne, ritirate alla fine dello studio. L’analisi della percezione del problema alcol si è basata sull’uso di questionari ad hoc a risposta chiusa. Successivamente si è provveduto al controllo dei dati raccolti tramite questionari somministrati ai lavoratori verificandone la completezza e la coerenza prima della successiva classificazione. Il questionario destinato ai lavoratori, strutturato in 17 domande, valutava: - fattori sociodemografici: sesso, età, stato civile, titolo di studio, professione nel settore; - stato di salute presunto; - identificazione del consumo di alcol a rischio con l’utilizzo dell’Alcohol Use Disorders Identification Test (AUDIT-C) (3); - valutazione delle quantità di alcol ritenute compatibili con l’attività lavorativa; - conoscenze degli effetti negativi derivanti dall’uso di alcol sul luogo di lavoro; - conoscenze delle conseguenze derivanti dall’uso di alcol sul luogo di lavoro; - conoscenze dei danni alla salute derivanti dal consumo di alcol; - conoscenze della dipendenza derivante dal consumo di alcol; - uso di bevande alcoliche sul posto di lavoro nel corso dell’ultimo anno; - conoscenza dei divieti e di eventuali limiti legislativi per l’assunzione di alcol riguardo la propria mansione; - conoscenza sullo stato lavorativo di reperibilità e l’eventuale assunzione di alcol; - eventuali interventi occorsi nell’ultimo anno per ridurre il consumo di alcol; - efficacia degli interventi da utilizzare per contrastare la diffusione dei problemi causati dal consumo di alcolici negli ambienti di lavoro. È stata utilizzata la scala di Likert in 11 risposte, la scala di rating in 3 risposte mentre 3 domande prevedevano una risposta multipla. I questionari sono stati poi caricati via web dagli operatori delle diverse ASL partecipanti nel database gestito dal Centro di Promozione della Salute sul Lavoro (CPSL) della Regione Lazio. I dati inseriti nel database sono stati controllati con quelli riportati sui singoli questionari cartacei e in caso di discordanze dovute ad errori di input i dati inseriti sono stati corretti. Successivamente tramite l’utilizzo degli “Indici di Rischio” per il consumo di alcol è stata resa possibile l’identificazione dei lavoratori che risultavano associati a un rischio per consumo abituale di alcol, e/o per un consumo binge di alcol. L’analisi dei dati ha centrato il suo interesse sul lavoratore a rischio abituale e/o binge di alcol e per ciascun fattore sono state prese in considerazione le variabili relative a sesso, età, stato civile, titolo di studio, professione, settore industriale, conoscenza personale della riduzione di performance e dei danni prodotti dall’alcol in ambito lavorativo, conoscenza personale dei danni alla salute e sugli interventi che sono utili per ridurre il consumo di alcol. È stata quindi analizzata la differente distribuzione delle risposte data dai lavoratori nei tre comparti relativamente a: giudizio sul loro stato di salute, nocività dell’alcol, conoscenza sul possibile consumo di alcol sul lavoro ed eventuale livello alcolemico, conoscenza della dipendenza da alcol, efficacia degli interventi di prevenzione. È stato infine effettuato il confronto con lo studio PASSI 2014 regionale e nazionale e lo studio ISTAT 2014. Le variabili dipendenti considerate nell’analisi sono state: - rischio binge: bevitore che assume in un arco di tempo ridotto una quantità di alcol pari o maggiore a 5 unità alcoliche per l’uomo, 4 per le donne; - rischio abituale: bevitore di (più di) 2 o più unità alcoliche al giorno se uomo e (più di) 1 o più unità alcoliche al giorno se donna (considerando quindi i limiti più restrittivi fra quelli proposti dall’OMS); - bevitori: bevitore di qualunque quantità di alcol; - rischio totale: tutti i soggetti a rischio alcol: rischio binge e/o rischio abituale. I punteggi sulle conoscenze sono stati calcolati utilizzando una gradualità delle risposte previste dal questionario come illustrato nella tabella 1.
Tabella 1

Valutazione dei punteggi relativi alle conoscenze /percezioni dei lavoratori

Table 1 - Assessment of the knowledge/perception scores of workers

DomandaRisposteModalità di gradazione
Percezione del lavoratore riguardo il proprio stato di salutePessimo - InsoddisfacenteCattivo
Discreto - Buono - Molto BuonoBuono
Conoscenza degli effetti derivanti dall’assunzione di alcol in ambito lavorativoFino ad 1 effetto segnalatoCattivo
Più di 1 effetto segnalatoBuono
Conoscenze dei danni derivanti dall’assunzione di alcol in ambito lavorativoFino ad 1 danno segnalatoCattive
Più di 1 danno segnalatoBuone
Conoscenza dei danni dell’assunzione di alcol sulla saluteFino a 2 malattie segnalateCattive
Più di 2 malattie segnalateBuone
Valutazione dei punteggi relativi alle conoscenze /percezioni dei lavoratori Table 1 - Assessment of the knowledge/perception scores of workers

Analisi statistica

L’analisi dei dati è stata realizzata utilizzando il software SPSS 23.0. L’affidabilità del questionario è stata valutata attraverso alfa di Cronbach. L’analisi condotta ha previsto l’esecuzione di tabelle di frequenza assoluta e relativa. L’analisi univariata ha previsto l’impiego del test del chi-quadrato. Successivamente è stata condotta un’analisi multivariata, con la realizzazione di 4 distinti modelli, ognuno per le variabili dipendenti sopra indicate. I modelli di regressione multivariata prevedevano come variabili esplicative: socio-demografiche (età, genere, stato civile, livello educativo), settore lavorativo, percezione del proprio stato di salute (buono vs cattiva), conoscenze dei danni dell’assunzione di alcol in ambito lavorativo (buone vs cattive), conoscenze dei danni dell’assunzione di alcol sulla salute in generale (buone vs cattive). La bontà dei modelli è stata valutata con il test di Hosmer e Lemeshow. Il livello di significatività è stato fissato a p<0,05.

Risultati

Lo studio ha coinvolto complessivamente 3914 lavoratori. In relazione all’affidabilità del questionario, è stato rilevato un valore di alfa di Cronbach pari a 0,78. In tabella 2 sono illustrate le risposte e le caratteristiche dei rispondenti e la frequenza delle principali risposte al questionario. Il 57% del campione è costituito da maschi e il 58% da coniugati. Un terzo del campione ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 40% tra i 35-50 e il restante 23% oltre i 50 anni. Il 30% dei lavoratori ha un livello educativo elementare/media inferiore, il restante media superiore/laurea. Il campione è costituito da lavoratori per l’11% del settore edilizio, per il 62% del settore sanitario e per il restante 27% del settore dei trasporti.
Tabella 2

Caratteristiche del campione di lavoratori dei settori edilizia, sanità e trasporti

Table 2 - Characteristics of the sample of workers in the building, healthcare and transportation sectors

VariabiliN (%)
Sesso
Femmine1559 (39.8)
Maschi2244 (57.3)
Missing111 (2.8)
Stato civile
Single1508 (38.5)
Coniugati-conviventi2258 (57.7)
Missing148 (3.8)
Età
18-341258 (32.1)
35-501584 (40.5)
>50887 (22.7)
Missing185 (4.7)
Livello educativo
Elementare - media inferiore1178 (30.1)
Media superiore - Laurea2736 (69.9)
Settore
Edilizia443 (11.3)
Sanità2406 (61.5)
Trasporti1065 (27.2)
Salute attuale
Pessima19 (0.5)
Insoddisfacente48 (1.2)
Discreta649 (16.6)
Buona2120 (54.2)
Molto buona1050 (26.8)
Missing28 (0.7)
Conoscenze danni ambito lavorativo
Buone2610 (66.7)
Cattive (rif.)1304 (33.3)
Conoscenze danni sulla salute
Buone2153 (55)
Cattive (rif.)1761 (45)
Consumo di alcol
Non bevitori967 (24.7)
Bevitori2947 (75.3)
Rischio Binge215 (5.5)
Rischio abituale111 (2.8)
Caratteristiche del campione di lavoratori dei settori edilizia, sanità e trasporti Table 2 - Characteristics of the sample of workers in the building, healthcare and transportation sectors Oltre l’80% dei rispondenti dichiara una salute buona/molto buona e lo 0.5% invece pessima. Due terzi del campione possiede buone conoscenze sui rischi lavorativi da alcol mentre solo il 55% possiede buone conoscenze sui rischi alcol correlati per la salute. In tabella 3 sono riportati i risultati dell’analisi univariata e dei quattro modelli di regressione logistica multivariata.
Tabella 3

Analisi univariata e modelli di regressione logistica multivariata. Variabili dipendenti: a) Rischio totale; b) Rischio binge; c) Rischio abituale; d) Bevitori

Table 3 - Univariate analysis and logistic multivariate regression models. Dependent variables: a) Total risk; b) Binge risk; c) Habitual risk; d) Drinkers

VariabiliRischio totaleRischio bingeRischio abitualeBevitori
N (%)OR (IC 95%)N (%)OR (IC 95%)N (%)OR (IC 95%)N (%)OR (IC 95%)
Sesso
Femmine74 (4.7)0.69 (0.51-0.94)36 (2.3)0.36 (0.24-0.53)48 (3.1)1.23 (0.74-2.06)1073 (68.8)0.43 (0.35-0.53)
Maschi (rif.)196 (8.7)1179 (7.6)162 (2.8)11791 (79.8)1
Stato civile
Single137 (9.1)1.65 (1.25-2.18)116 (7.7)2.05 (1.49-2.18)51 (3.4)1.51 (1.02-2.23)1155 (76.6)0.96 (0.81-1.14)
Coniugati-con (rif.)124 (5.5)186 (3-8)150 (2.2)11680 (74.4)1
Età
18-34113 (9)1.55 (1.15-2.04)96 (7.6)1.55 (1.15-2.04)37 (2.9)1.18 (0.76-1.83)1022 (81.2)1.71 (1.44-2.04)
35-50 (rif.)85 (5.4)164 (4)136 (2.3)11156 (73)1
>5064 (7.2)1.15 (0.81-1.61)46 (5.2)1.15 (0.76-1.71)28 (3.2)1.11 (0.68-1.81)633 (71.4)0.89 (0.73-1.07)
Titolo di studio
Elementare - med. inf.(rif)100 (8.5)178 (6.6)134 (2.9)1869 (73.8)1
Media sup. e Laurea179 (6.5)0.93 (0.66-1.30)137 (5)0.95 (0.73-1.39)77 (2.8)1.06 (0.62-1.80)2078 (76)1.35 (1.09-1.67)
Settore
Edilizia61 (13.8)2.07 (1.49-2.89)45 (10.2)1.65 (1.14-2.38)24 (5.4)3.28 (1.75-6.16)353 (79.7)1.24 (0.94-1.64)
Sanità138 (5.7)1.25 (0.87-1.79)96 (4)1.25 (0.87-1.79)68 (2.8)1.90 (1.10-3.30)1774 (73.7)1.41 (1.14-1.74)
Trasporti (rif.)80 (7.5)174 (6.9)119 (1.8)1820 (77)1
Salute attuale
Buona264 (6.9)0.80 (0.71-0.90)201 (5.3)0.83 (0.73-0.95)103 (2.7)0.70 (0.58-0.84)2886 (75.6)0.94 (0. 78-1.0)
Cattiva (rif.)13 (19.4)11 (16.4)18 (11.9)147 (70.1)1
Conoscenze danni ambito lavorativo
Buone133 (5.1)0.59 (0.44-0.77)99 (3.8)0.60 (0.43-0.82)53 (2)0.54 (0.35-0.82)1965 (75.3)1.33 (0.86-1.23)
Cattive (rif.)146 (11.2)1116 (8.9)158 (4.4)1982 (75.3)1
Conoscenze danni sulla salute
Buone96 (4.5)0.56 (0.41-0.75)66 (3.1)0.52 (0.37-0.72)45 (2.1)0.41 (0.37-1.0)1614 (75)0.97 (0.81-1.16)
Cattive (rif.)183 (10.4)1149 (8.5)166 (3.7)11333 (75.7)1
Analisi univariata e modelli di regressione logistica multivariata. Variabili dipendenti: a) Rischio totale; b) Rischio binge; c) Rischio abituale; d) Bevitori Table 3 - Univariate analysis and logistic multivariate regression models. Dependent variables: a) Total risk; b) Binge risk; c) Habitual risk; d) Drinkers Relativamente ai modelli di regressione, il primo mostra che il rischio totale, risultato dalla combinazione del rischio di binge drinking con il rischio abituale, è associato in modo significativo a: l’essere single (OR: 1,65; IC95%: 1,25-2,18), alla classe d’età 18-34 (OR: 1,55; IC95%: 1,15-2,04), e a lavorare nel settore edilizio (OR rispetto al settore trasporti: 2,07; IC95%: 1,49-2,89); mentre risultano fattori protettivi: il genere femminile (OR: 0,69; IC95%: 0,51-0,94), l’essere in buona salute (OR: 0,80; IC95%: 0,71-0,90), avere buone conoscenze dei danni conseguenti all’uso di alcol in ambito lavorativo (OR: 0,59; IC95%: 0,44-0,77) e sulla salute (OR: 0,56; IC95%: 0,41-0,75). Il rischio totale non è risultato associato al livello di istruzione. Il rischio di binge drinking è significativamente associato a tutte le covariate incluse nel modello. In particolare, risultano protettive le seguenti condizioni: essere donna, avere una buona salute e avere buone conoscenze dei danni da alcol in ambito lavorativo e sulla salute generale. Risultano invece fattori di rischio l’essere single, essere più giovani (<34 anni), e lavorare nel settore edilizio (rispetto al settore dei trasporti). Anche in questo caso, il titolo di studio non risulta associato al rischio binge. Il modello relativo al rischio abituale mostra associazioni significative con tutte le variabili ad eccezione di genere, età, e titolo di studio. Tra le variabili associate a una maggiore probabilità di consumo di alcol abituale vi sono: essere single (OR: 1,51; P<0,05) e lavorare nei settori edile (OR rispetto al settore trasporti: 3,28; P<0,05) o sanitario (OR rispetto al settore trasporti: 1,90; P<0,05); mentre a una minore probabilità sono associate la buona salute (OR: 0,70; P<0,05) e le conoscenze sia degli effetti sul lavoro (OR: 0,54; P<0,05) che sulla salute (OR: 0,41; P<0,05). Rispetto all’essere bevitore si evincono le seguenti associazioni significative: maggiore probabilità di avere dei bevitori tra i più giovani, tra i soggetti con livello di istruzione più elevato e tra i lavoratori del settore sanitario mentre fattori protettivi sono il genere femminile e la buona salute.

Discussione

Un documento di consenso pubblicato recentemente su alcol e lavoro (11) mette in evidenza che, se da un lato l’attuale legislazione italiana obbliga i datori di lavoro a prevenire il consumo di alcol sui luoghi di lavoro fra i lavoratori che svolgono attività che possono essere pericolose per la salute e sicurezza di terzi, dall’altro la sorveglianza sanitaria non viene effettuata su tutte le categorie di lavoratori che sono soggette a divieto di consumo di alcol. A tal proposito, occorre considerare che non esiste una normativa nazionale omogenea ed alcune regioni hanno promosso iniziative talvolta tra loro difformi. In alcuni casi, infatti, al momento vige solo l’obbligo di non somministrazione/assunzione e/o di accertamento in ambito di abuso acuto, e questo mal si presta a rilevare abitudini croniche e/o effetti sul lungo periodo. In altri casi, infine, vi sono strumenti codificati per gestire anche il problema di alcol dipendenza. Una revisione sistematica di valutazioni economiche che hanno utilizzato un’analisi costo-benefici ha messo in evidenza che i programmi di promozione della salute sui luoghi di lavoro abbiano un ragguardevole rendimento del capitale investito (mediamente del 138%) (1). In particolare, interventi psicosociali sono in grado di fornire i giusti strumenti per rivolgersi ai pari, per il team building, e per la gestione dello stress nel campo del consumo/abuso di bevande alcoliche (2). I programmi nei luoghi di lavoro per prevenire e ridurre i problemi alcol-correlati, nell’ottica più ampia di promozione della salute nei luoghi di lavoro (8-10, 12, 19), hanno un potenziale notevole, sia perché i lavoratori passano diverso tempo al lavoro, e i colleghi di lavoro o i loro superiori hanno l’opportunità di notare lo sviluppo di un problema alcol-correlato, sia perché i datori di lavoro possono utilizzare la loro influenza per motivare i propri dipendenti a richiedere un aiuto (20). In alcuni settori, come quello dei trasporti, c’è un’attenzione particolare alle problematiche legate all’alcol ed alla loro prevenzione, sia in aziende di grandi che di piccole dimensioni (14). Interventi più complessi, inoltre, possono valutare diverse dimensioni degli stili di vita, comprendendo l’attività fisica, gli aspetti nutrizionali, la cessazione dal fumo, il consumo di alcolici (6). Dall’analisi dei dati del presente studio si evidenziano alcuni elementi significativi di conoscenza raccolti dal nostro intervento nella popolazione lavorativa in questione. In primo luogo, i giovani lavoratori presentano un consumo di alcol a rischio maggiore rispetto ai lavoratori più anziani. Inoltre, un maggior grado di istruzione rappresenta un fattore di rischio significativo qualora si consideri la variabile “Essere bevitore di alcol”. Da questo studio, emerge chiaramente che una maggiore consapevolezza dei possibili effetti dannosi a carico del consumatore e di terzi rappresenta un freno significativo al consumo di alcol. Coloro che negano l’esistenza di rischi per la salute rappresentano una quota assai minoritaria della popolazione lavorativa. I dati sui consumi riportati dai rispondenti nel nostro studio, confrontati con quelli emersi nello Studio PASSI Lazio (18) e nelle indagini DOXA (17), mettono in evidenza che il numero dei bevitori tra i lavoratori è più ampio (75,3% della popolazione vs 51,2% PASSI, 63% DOXA), mentre i consumatori a maggior rischio si limitano all’8,3% (13.9% PASSI, 15,1% DOXA). È confortante che il consenso tra i lavoratori sia assai ampio per quanto attiene all’adozione di politiche aziendali che mettano in campo azioni di formazione e informazione, ma anche di controllo alcolimetrico sui lavoratori, di un ruolo attivo dei preposti, nonché della definizione di apposito regolamento per il divieto della vendita e del consumo di alcol nelle aziende. Il presente studio ha dei limiti. Innanzi tutto, il disegno dello studio è di natura trasversale, questo implica la contemporanea valutazione sia delle variabili di esito che di quelle esplicative e non sempre permette di stabilire una chiara relazione tra le variabili dipendenti e i determinanti di rischio. D’altro canto, punti di forza di tale lavoro sono da ricercare nelle dimensioni del campione, e nell’aver analizzato diverse modalità di consumo di alcolici, in contesti lavorativi a rischio. In conclusione, possiamo affermare che fattori socio-demografici, quali età, genere e stato civile, sono associati alle diverse modalità di consumo di alcolici, che inoltre sono associati in maniera inversa alle conoscenze dei danni dell’alcol sulla salute e in ambito lavorativo, in particolare nel settore dell’edilizia. Tali risultati comportano la necessità di aumentare le informazioni sui rischi connessi al consumo di alcol tra i lavoratori, sia sui luoghi di lavoro che negli ambienti di vita, e più in generale di attuare interventi informativi nelle aziende in cui sono presenti attività lavorative ad elevato rischio, ivi compresa l’adozione di una specifica politica aziendale, così come prevista da alcuni PRP. Gli autori non hanno dichiarato alcun potenziale conflitto di interesse in relazione alle materie trattate nell’articolo
  15 in total

1.  Team awareness, problem drinking, and drinking climate: workplace social health promotion in a policy context.

Authors:  Joel B Bennett; Camille R Patterson; G Shawn Reynolds; Wyndy L Wiitala; Wayne E K Lehman
Journal:  Am J Health Promot       Date:  2004 Nov-Dec

2.  [Assessment of the impact over one year of a workplace health promotion programme in the province of Bergamo].

Authors:  Marco Cremaschini; Roberto Moretti; Giovanni Brembilla; Marinella Valoti; Francesco Sarnataro; Pierangelo Spada; Graziella Mologni; D Franchin; Lucia Antonioli; Daniela Parodi; Giorgio Barbaglio; Giuseppe Masanotti; Roberto Fiandri
Journal:  Med Lav       Date:  2015-05-04       Impact factor: 1.275

3.  [Results of an alcohol breath-test campaign in a sample of construction site workers in the Umbria region].

Authors:  Giorgio Miscetti; Emilio Paolo Abbritti; Patrizia Bodo; Alessandro Lumare; Lea Romano Gargarella
Journal:  Med Lav       Date:  2015-01-09       Impact factor: 1.275

4.  Prevalence of alcohol abuse among workers in Italy.

Authors:  Francesco Venturelli; Andrea Poscia; Giuliano Carrozzi; Letizia Sampaolo; Annalisa Bargellini; Walter Ricciardi; Nicola Magnavita
Journal:  Med Lav       Date:  2017-02-15       Impact factor: 1.275

5.  [Workplace safety in private companies of freights and on the road workers: comparison between small and medium enterprises].

Authors:  Alice Mannocci; Simona Gabrijelcic; Domitilla Di Thiene; Rosella Saulle; A Boccia; G La Torre
Journal:  Med Lav       Date:  2012 Jul-Aug       Impact factor: 1.275

Review 6.  The relationship between return on investment and quality of study methodology in workplace health promotion programs.

Authors:  Siyan Baxter; Kristy Sanderson; Alison J Venn; C Leigh Blizzard; Andrew J Palmer
Journal:  Am J Health Promot       Date:  2014 Jul-Aug

Review 7.  Workplace health promotion programs for older workers in Italy.

Authors:  Nicola Magnavita; Ilaria Capitanelli; Sergio Garbarino; Daniele Ignazio La Milia; Umberto Moscato; Enrico Pira; Andrea Poscia; Walter Ricciardi
Journal:  Med Lav       Date:  2017-10-27       Impact factor: 1.275

8.  The AUDIT alcohol consumption questions (AUDIT-C): an effective brief screening test for problem drinking. Ambulatory Care Quality Improvement Project (ACQUIP). Alcohol Use Disorders Identification Test.

Authors:  K Bush; D R Kivlahan; M B McDonell; S D Fihn; K A Bradley
Journal:  Arch Intern Med       Date:  1998-09-14

9.  [Alcohol and work. Consensus Document of the La.R.A. (Workers representing a risk for others) group].

Authors:  Nicola Magnavita; G De Lorenzo; M Gallo; S Garbarino; A Goggiamani; L Janiri; A Messineo; G Miggiano; S Pichini; A Porpora; A Poscia; A Sacco; A G Spagnolo; L Vogel; F Ciprani; B Deidda; L Fenudi; A Magrini; L Morini; U Moscato; A R Proietti; D Ranalletta; P E Santoro; P M Soave; C Stanzani; L C Bottaro; W Ricciardi
Journal:  Med Lav       Date:  2014-11-13       Impact factor: 1.275

Review 10.  Workplace health promotion for older workers: a systematic literature review.

Authors:  Andrea Poscia; Umberto Moscato; Daniele Ignazio La Milia; Sonja Milovanovic; Jovana Stojanovic; Alice Borghini; Agnese Collamati; Walter Ricciardi; Nicola Magnavita
Journal:  BMC Health Serv Res       Date:  2016-09-05       Impact factor: 2.655

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1.  Smoking at the workplaces in Italy after the smoking ban in the Lazio Region.

Authors:  Luca Enrico Ruscitti; Fulvio Castellani; Giuseppe La Torre; Maria De Giusti; Fabio Dominici; Pasquale Valente
Journal:  Med Lav       Date:  2021-02-23       Impact factor: 1.275

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